Caster Semenya: "Usata come una cavia"

“Mi hanno usata come una cavia da laboratorio” parole durissime quelle che Caster Semenya ha usato dopo la sentenza del Tas di Losanna, che ha reso note le motivazioni di una sentenza secondo cui l’atleta del Sudafrica è “biologicamente un uomo”. La Semenya ha affermato di aver subito nel corso di almeno dieci anni tutta una serie di test per raggiungere livelli “femminili” di testosterone, cosa che ha portato ad avere ben poco rispetto per il suo corpo e anche qualche conseguenza spiacevole, visto che lei stessa ha parlato di nausee di lunga durata e spesso anche terribili. La nota pubblicata dalla Iaaf ha alzato un polverone. L’organo ha spiegato la tesi esposta davanti al Tribunale di arbitrato dello sport di Losanna dove ha sostenuto che la ragazza è biologicamente un maschio. L’atleta aveva perso la causa al Tas di Losanna, ma era riuscita un mese fa a vincere la battaglia al Tribunale Federale svizzero potendo tornare in pista senza doversi sottoporre a nessun tipo di terapia medica. In un documento di 163 pagine il Tas ha sospeso al momento la norma introdotta dalla Iaaf l’8 maggio scorso per gli atleti intersex.

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